Come coltivare il ciliegio

ciliegie sull'alberoNel frutteto biologico misto non può mancare il ciliegio, pianta dalla fioritura bellissima e dai frutti deliziosi e salutari. La sua coltivazione in Europa è molto antica, ma oggi nella moderna frutticoltura quest’albero si considera delicato perché soggetto a vari tipi di inconvenienti come gelate primaverili, malattie e insetti. Con i dovuti accorgimenti è però possibile limitare i rischi e ottenere produzioni di ciliegie soddisfacenti anche utilizzando metodo biologico.

Questa pianta è della famiglia delle drupacee, bisogna premettere che ci sono diversi tipi di ciliegio. La prima importante distinzione da fare è tra le due specie: il ciliegio dolce e il ciliegio acido. Il ciliegio dolce è il più diffuso in Italia e annovera molte varietà, suddivise in due grandi gruppi: i duroni e le tenerine, i primi a polpa più consistente delle seconde. Il ciliegio acido si divide in tre gruppi: amarene, marasche e visciole, tutti con frutti adatti alla trasformazione più che al consumo diretto.  Anche il legno del ciliegio, di colore rosso bruno, è particolarmente apprezzato per la realizzazione di mobili di pregio.

Clima e terreno necessari alla coltivazione

Condizioni climatiche. La fioritura precoce del ciliegio lo espone al rischio di gelate tardive di primavera e anche le piogge prolungate durante la fioritura sono negative perché ostacolano l’allegagione e favoriscono l’insorgenza della monilia, temuta malattia crittogamica. Per questo motivo non è indicato coltivare ciliegi in zone umide di fondo valle, mentre i luoghi ideali sono quelli collinari. La resistenza al freddo invernale è generalmente buona.

Il terreno ideale. Fortunatamente il ciliegio si adatta a vari tipi di terreno, purché non siano suoli soggetti a ristagni idrici prolungati e non troppo acidi o basici. L’adattabilità effettiva ai diversi terreni è condizionata comunque dal portinnesto utilizzato, per cui si raccomanda attenzione nella scelta.

Piantare un albero di ciliegie

Il trapianto. Analogamente alle altre specie da frutto, anche per il ciliegio il trapianto si realizza a riposo vegetativo, ovvero nel periodo che va da ottobre a fine inverno, evitando i periodi di gelo. Bisogna scavare buche profonde con la vanga o il badile, quando gli alberi da piantare sono molti si può ricorrere a mototrivelle, utili soprattutto se il terreno è particolarmente compatto.

La concimazione di fondo. All’impianto bisogna fare una concimazione di fondo a base di ammendanti organici come compost o letame maturi, a cui possiamo aggiungere manciate di cenere di legna, di solfato di potassio o borlande. Le concimazioni dovranno essere ripetute anche negli anni successivi per garantire sempre una buona salute della pianta e una produzione ottimale di ciliegie.

Sistemazione della pianta. La pianta di ciliegio deve essere inserita nella buca facendo in modo che il punto di innesto, di solito ben riconoscibile, resti sopra il livello del suolo. E’ opportuno separare la terra superficiale da quella profonda durante lo scavo e nell’atto di ricoprire la buca, rispettare lo stesso ordine, miscelando l’ammendante ai soli strati di terra superficiali (30 cm al massimo).

La scelta del portinnesto. Quando si acquistano le giovani piante è importante avere informazioni sul portinnesto, per poter definire i sesti di impianto e in seguito per regolare le potature. Generalmente, per terreni tendenti al ristagno idrico sono adatti portinnesti ibridi di ciliegio dolce con Prunus pseudoceraus, o alcune selezioni clonali di ciliegio acido. Il classico portinnesto franco di ciliegio conferisce una certa vigoria alla pianta, mentre il Magaleppo o incroci di Magaleppo con ciliegio dolce tendono a contenerla.

Impollinazione. Il ciliegio è autosterile e quindi è necessario che nel frutteto misto siano presenti almeno due varietà in grado di impollinarsi tra loro. L’impollinazione è entomofila, cioè avviene grazie agli insetti pronubi. Come per la maggior parte dei fruttiferi, anche il ciliegio si avvantaggia della presenza di arnie di api nel frutteto, ma anche i bombi e le osmie fanno la loro parte.

Sesti di impianto. Il ciliegio è una pianta che tende a svilupparsi molto e che richiede quindi sesti di impianto abbastanza ampi. L’influenza del portinnesto però è determinante nel vigore della pianta e con questa informazione possiamo stabilire le distanze effettive da tenere tra i singoli esemplari. Nel caso di allevamento a vaso classico e con portinnesti vigorosi la distanza tra le piante sulla fila sarà di 4-5 metri e quella tra le file di 6 metri. Nel caso si allevi la pianta a vaso basso con portinnesto semi nanizzante, si possono ridurre le distanze a 3-4 x 5 metri.

La coltivazione del ciliegio nel dettaglio

Irrigazione. Dalla messa a dimora della pianta fino al terzo o quarto anno successivi è necessario irrigare regolarmente il giovane ciliegio, soprattutto in assenza o carenza di precipitazioni. L’ideale è predisporre un sistema irriguo a goccia, che sarà utile anche in seguito per assicurare alle piante adulte irrigazioni di soccorso in caso di siccità. La carenza idrica infatti potrebbe ostacolare la differenziazione delle gemme a fiore per l’anno successivo, con una ricaduta negativa sulla fruttificazione.

Pacciamatura. La competizione idrica del cotico erboso che circonda le piante potrebbe essere intensa e deleteria su giovani alberelli di ciliegio, e quindi la pacciamatura riveste un significato importante. Si possono stendere teli neri lungo tutto il filare, oppure sistemare uno strato di paglia circolare attorno ad ogni pianta, dello spessore di circa 10-15 cm. La paglia traspira ma mantiene a lungo l’umidità del terreno sottostante, impedisce alle erbe spontanee di emergere e col tempo si decompone formando humus.

Forma della pianta. Il ciliegio si presta molto bene ad una forma di allevamento a vaso classico o basso. Nella seconda variante, le tre branche principali partono ad un’altezza da terra di circa 50 cm. Per ottenere la conformazione a vaso serve una buona gestione della potatura di allevamento nei primi 3 o 4 anni dopo la messa a dimora. L’allevamento a vaso è positivo per l’intercettazione della luce all’interno della chioma e per consentire di raccogliere da terra, usando le scale solo per i frutti più in alto.

Coltivare il ciliegio in vaso. Per coltivare il ciliegio in vaso conviene orientarsi su varietà a taglia ridotta, innestate su portinnesti nanizzanti che tendono a contenerle. Bisogna comunque assicurare tanta terra alle radici, grazie ad un contenitore di grandi dimensioni, concimare ed annaffiare regolarmente.

ciliegio in fiore sui rami

Come si pota il ciliegio

La potatura del ciliegio deve essere fatta con attenzione, perché in inverno la pianta cicatrizza con difficoltà ed emette molta gomma dai tagli. In inverno ci si limita quindi a potare gli esemplari poco vigorosi e molto produttivi. Sul verde si pota con tagli di ritorno sfoltendo la chioma e rinnovando le formazioni fruttifere, e si eliminano i succhioni.

Approfondisci: potare il ciliegio

Malattie della pianta

Anche per il ciliegio è importante prevenire le patologie scegliendo prima di tutto di piantare delle varietà geneticamente resistenti o tolleranti, in particolare l’accortezza è fondamentale per la coltivazione biologica del frutteto. Questa è già un’ottima premessa per limitarne l’insorgere, unita a concimazioni equilibrate e irrigazioni solo sotto chioma, che non bagnino il fogliame. Nel concimare in particolare bisogna evitare gli eccessi di azoto che possono essere causati anche da troppo concime organico). Ogni volta che si notano sintomi di patologie bisogna essere tempestivi nell’eliminare le parti di pianta colpite.

Monilia. Si tratta di una patologia che accomuna le drupacee (albicocco, susino, mandorlo, pesco), ed è causata da due tipi di fungo che provocano danni a vari organi tra cui i frutti, che si coprono di muffa grigia e marciscono. La malattia è favorita dal clima caldo umido, come per la maggior parte delle crittogame. L’irrorazione di macerati di equiseto contribuisce a rinforzare la pianta, altrimenti si possono fare trattamenti con prodotti a base di Bacillus subtilis.

Corineo. Il corineo, detto anche vaiolatura o impallinatura, è una malattia che si presenta con tacche di colore rosso-viola sulle foglie e fessurazioni sui rami, da cui esce gomma. Anche i frutti possono formare incrostazioni gommose. Oltre alla distribuzione di macerato di equiseto, alla caduta delle foglie può essere utile un trattamento a base di rame (da effettuare con le dovute precauzioni).

Approfondisci: le malattie del ciliegio
Approfondisci: le malattie del ciliegio

Insetti nocivi

Per evitare che gli insetti dannosi prendano il sopravvento e danneggino il ciliegio, il primo aspetto che si cura nel frutteto biologico è la biodiversità. Oltre alla coltivazione di tante specie e varietà diverse di alberi da frutto, la presenza di siepi ai margini del frutteto e l’inerbimento permanente degli spazi tra i filari favorisce l’instaurarsi degli equilibri naturali tra insetti. Se tuttavia la biodiversità da sola non risulta sufficiente a limitare la presenza dei fitofagi, possiamo ricorrere a strategie e prodotti naturali per difendere attivamente le piante.

Mosca del ciliegio. La mosca del ciliegio (Rhagoletis cerasi) è senza dubbio l’insetto chiave tra i parassiti di questa specie. L’adulto depone le uova nelle ciliegie e le larve che nascono si cibano della polpa del frutto, sciupandola. La scelta di varietà a maturazione precoce (maggio) garantisce una sfasatura temporale rispetto al periodo di massimo attacco della mosca, ma nell’ottica di piantare tanti ciliegi a maturazione scalare bisogna trovare soluzioni dirette anche per le varietà più tardive. La cattura massale con trappole alimentari di tipo Tap Trap risulta sicuramente utile, mentre le trappole cromotropiche gialle purtroppo catturano anche insetti utili. Le reti antinsetto sono certamente efficaci e abbinano l’esigenza di proteggere il raccolto anche dai merli o da altri uccelli molto golosi di ciliegie. L’importante è ricordarsi di metterle solo dopo l’allegagione dei frutti, altrimenti impediremo anche alle api di impollinare i fiori. Infine contro la mosca del ciliegio, potremmo fare ricorso a trattamenti a base di Spinosad, da usare leggendo bene le indicazioni riportare sulle confezioni.

Afide nero. Tra le innumerevoli specie di afidi, l’afide nero è quello specializzato sul ciliegio. La sua presenza, analogamente a quella degli altri afidi, è riconoscibile dalle fitte colonie visibili sulle foglie e sui germogli, che restano accartocciati per le loro continue suzioni di linfa, e dalla melata appiccicosa. Per allontanare questi parassiti bisogna irrorare sulle piante un estratto fresco di ortica, mentre per ottenere un’azione più incisiva spruzzeremo sapone di Marsiglia diluito in acqua.

Cimice asiaticaLa cimice asiatica, che da qualche anno minaccia il raccolto di molti frutteti italiani, può danneggiare anche il ciliegio. Dopo l’allegagione dei frutticini possiamo installare le reti antinsetto, oppure trattare regolarmente col piretro.

vaso trap rosso

Drosophila suzukii. La drosophila o moscerino dei piccoli frutti non risparmia neanche il ciliegio, ma lo stesso trattamento a base di Spinosad valido per la mosca debella anche questo parassita. Molto utili anche le trappole di tipo Tap Trap rosso. Per approfondire potete leggere l’articolo dedicato alla Drosophila suzukii.

Cocciniglie. Questi piccoli insetti attaccano anche il ciliegio e si prevengono arieggiando la chioma con potature sul verde, ma anche irrorando le piante con macerati di felce.

Approfondisci: parassiti del ciliegio

Raccolta e utilizzo delle ciliegie

In un frutteto misto conviene piantare tanti tipi di ciliegi, scelti in base alla resistenza alle comuni patologie, alla loro compatibilità per l’impollinazione, al sapore dei frutti e alla scalarità di maturazione, in modo da distribuire la raccolta dei frutti in un arco temporale che vada da maggio a fine giugno o anche oltre.

Mentre le ciliegie acide (amarene, visciole, marasche) si prestano bene alla trasformazione in marmellate, sciroppi e liquori, quelle dolci sono ottime per il consumo tale e quale. Un buon modo per conservare il sapore delle ciliegie è metterle sotto spirito, sono squisite le ciliegie al marsala.

Varietà di ciliegie

Tra le varietà di ciliegia più note ci sono il Durone nero di Vignola, che matura a giugno ed è una ciliegia grossa, rosso scura e ottima di sapore, la Ferrovia e la Bigarreau. Tra le resistenti alle malattie che aprono la stagione delle ciliegie citiamo il Durone di Maggio, seguito dalla Ciliegia Bella Italia, che matura nella prima metà di giugno, e dalla Ciliegia Grossa di Pistoia, che matura nell’ultima decade di giugno. Infine, la Ciliegia Ultima si raccoglie addirittura a fine luglio. Le varietà citate sono solo esempi, perché i cataloghi di molti vivaisti sono pieni di proposte e negli ambienti di coltivazione ci sono varietà storiche che vale la pena riscoprire.

Articolo di Sara Petrucci

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2 Comments

  1. Patrizio 27 luglio 2018 al 10:01 - Rispondi

    Buongiorno,
    mi chiamo Patrizio e scrivo da Civitavecchia (roma).

    Ho in giardino due giovani ciliegi piantati a marzo. Si trovano nella parte bassa del giardino al limitare di un pratino inglese di circa 140mq. Nello stesso prato ho piantato un albicocco, un prugno, un limone, un pero ed una vite di uva fragola. Al centro del giardino esiste una grande palma che ha resistito al punteruolo rosso (al contrario di una seconda che abbiamo tolto circa sei mesi fa).
    Nel prato è presente l’irrigazione automatica che garantisce acqua a sufficienza anche in questo periodo.

    I due ciliegi stanno però soffrendo. Il primo ha manifestato lungo il fusto una ricca colata di ambra non presentando però particolari ferite. A livello di fogliame invece sembra stia bene.

    Il secondo invece, pur non presentando le stesse colate ha le foglie ingiallite e tendenti all’appassimento.

    Potete darmi qualche informazione sul come trattare questi due alberi ai quali tengo in modo particolare?

    • Matteo Cereda 27 luglio 2018 al 10:50 - Rispondi

      Ciao Patrizio. Le colate di gomma (gommosi) in genere sono sintomo di stress della pianta, per condizioni avverse, l’ingiallimento fogliare può indicare una carenza di elemento nutritivo. Purtroppo è impossibile dare consigli specifici a distanza… Io non vedo le piante, non conosco come sono state coltivate, che tipo di terreno, che varietà di ciliegio… Gli elementi e i fattori in gioco sono moltissimi.

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