piantina di lattugaIn qualsiasi orto si seminano e si trapiantano lattughe, che sono tra i primi ortaggi in assoluto a cui si pensa quando ci si accinge a coltivare. Sono verdure a ciclo breve che non danno praticamente scarto, ad eccezione di qualche foglia più esterna, sono veloci da utilizzare in cucina con un semplice lavaggio e sicuramente benefiche quando si consumano fresche: insomma, sono irrinunciabili.

La coltivazione biologica della lattuga non è difficile, anche se alcuni insetti e animali possono danneggiare la nostra bella insalata e bisogna quindi imparare a conoscere, prevenire e arginare questo genere di minaccia, come anche quella portata dalle malattie di questa insalata.

Anche senza usare insetticidi tossici ci sono diverse strategie per la difesa della lattuga, qui di seguito una descrizione dei più comuni parassiti delle lattughe e dei metodi più ecologici con cui contrastarli e limitare la loro insorgenza e dannosità.

Proteggere la lattuga

Gli aspetti fitosanitari della lattuga si possono gestire serenamente con metodi a basso impatto ambientale ammessi in agricoltura biologica, che presuppongono come sempre una visione di partenza d’insieme basata su buone norme preventive, sia per difendere l’insalata dagli insetti che per evitare malattie.

Tra queste sicuramente spiccano le rotazioni, da applicare correttamente anche in un orto di superficie ridotta, e che suggeriscono di cambiare posto alla coltivazione delle lattughe nel tempo. Le concimazioni devono essere moderate per migliorare la resistenza delle piante agli attacchi fungini, ma anche di alcuni parassiti che vediamo in particolare in questo articolo.

Difendersi dalle lumache

Con la primavera e l’umidità che spesso l’accompagna, nell’orto arrivano molte lumache. Trovando tante belle insalatine in crescita, le mangiano di gusto e riescono a far fuori rapidamente soprattutto le piantine piccole appena trapiantate. Allora oltre a mettere in conto di piantare un numero di lattughe in più per precauzione, corriamo ai ripari per tempo.

Intanto è preferibile irrigare la mattina presto invece che la sera, perché irrigando la sera poi l’umidità permane nell’orto durante la notte e attira le lumache, invece irrigando la mattina c’è tutto il giorno perché l’acqua in eccesso evapori.

Poi possiamo distribuire cenere attorno all’aiuola, per ostacolare lo strisciare dei molluschi verso le piantine, ricordando però che questo espediente funziona solo fintanto che la cenere è asciutta: quando viene bagnata da pioggia o irrigazioni, ne deve essere aggiunta di nuova. Possiamo anche installare le classiche trappole di birra interrate semi piene, oppure spargere manciate di ortofosfato di ferro, lumachicida ammesso anche in agricoltura biologica.

Infine, ricordiamo che i ricci sono validissimi predatori di lumache e quindi un orto attorniato da siepi, cespugli e quindi inserito in un ambiente naturale, si trova sicuramente in un buon punto di partenza.

Roditori

I topi scavano gallerie nel suolo e possono erodere le radici delle lattughe, che troveremo così appassite. La presenza di gatti e di uccelli rapaci dovrebbe contenere la loro moltiplicazione, inoltre ci sono delle piante che con i loro odori li allontanano, come il ribes nero, l’aglio e alcuni tipi di narciso: piantiamone anche nell’orto.

Un espediente ulteriore per scacciarli è la vibrazione metallica prodotta da pali in ferro piantati nel suolo e battuti con una certa regolarità, ma questo funziona in orti frequentati assiduamente. Un sistema migliore, sicuramente da provare, è la distribuzione sul terreno di un macerato di sambuco nero. Si prendono circa 500 grammi di foglie di questa pianta, si mettono a macerare per 7-10 giorni in un secchio pieno d’acqua, ricordando di rimestare il tutto almeno una volta al giorno, e poi si diluisce in acqua nel rapporto 1:10. Con questa soluzione si annaffia il terreno nei punti in cui abbiamo scorto le gallerie dei topi o dove abbiamo trovato insalate sparite o appassite. Questo macerato svolge anche un’ulteriore funzione di fertilizzante liquido.

Mammiferi

Piccole lepri e conigli selvatici possono visitare l’orto e assaggiare tutto quello che trovano, lattughe comprese. In questi casi mettere una bella rete attorno all’orto è l’unica soluzione efficace.

Insetti nocivi

Come tanti altri ortaggi, anche le lattughe sono minacciate da insetti fitofagi, che si nutrono dei tessuti vegetali e della linfa che contengono. Vediamo quali sono e come difendere le nostre insalate pur rispettando l’ambiente.

Afidi

Gli afidi sono parassiti comuni a moltissimi ortaggi e nel caso delle lattughe troviamo sia quelli a carico delle foglie sia quelli a carico delle radici. A spese delle radici vi è un afide ceroso che attacca le foglie del pioppo e che in estate si sposta sulle lattughe per attaccarne le radici, sulle quali notiamo delle vistose secrezioni biancastre di consistenza cerosa. Le foglie di conseguenza deperiscono perché poco alimentate da un apparato radicale così compromesso. Sempre a carico delle radici possono esserci altre specie di afidi più grandi e di colore giallo, ma anche in questo caso il risultato è un generico avvizzimento del cespo.

Le specie di afidi che attaccano la parte aerea sono verdi e si trovano in colonie sulla pagina inferiore delle foglie più esterne, da cui succhiano la linfa. Il guaio è che gli afidi possono trasmettere il virus del mosaico e quello del giallume della lattuga, quindi senza dubbio bisogna impedire che si diffondano.

Prevenire la presenza degli afidi è possibile con molti mezzi ecologici. Intanto bisogna favorire la presenza dei loro predatori naturali, come le coccinelle, ma anche i sirfidi, le crisope, le forbicine, persino le larve delle lucciole. Per invitarli nell’orto la prima mossa è quella di evitare i trattamenti con insetticidi non selettivi, e poi piantare tanti fiori ed aromatiche a loro graditi.

Altra forma preventiva contro gli afidi è irrorare le lattughe con farine di roccia come le zeoliti, che formano un velo meccanico come barriera, o con estratti freschi di ortica o di aglio o peperoncino piccante come repellenti. Se proprio tutto questo non bastasse, potremmo ricorrere al sapone di Marsiglia per un trattamento ecologico e risolutivo. Di opzioni a basso impatto ambientale ne esistono, e vanno preferite rispetto all’uso di insetticidi sistemici.

Nematodi

Nematodi del genere Meloidogyne causano la formazione di galle radicali, e gli attacchi forti si verificano soprattutto nei suoli sabbiosi. Nelle colture convenzionali il problema viene risolto mediante la disinfezione del terreno, mentre in una coltura biologica possiamo provare a usare prodotti a base di Microrganismi Effettivi, di micorrize e certamente ricorrere alla consociazione con tanti tageti che colorano l’orto e lo abbelliscono.

Elateridi

Gli elateridi, detti anche “vermi fil di ferro” forse perché sembrano fili metallici arrugginiti, sono lo stadio larvare di un coleottero nero, del genere Agriotes, che impiega circa 3 anni per raggiungere la forma adulta. Queste larve provocano danni a varie colture tra cui patate e carote, ma anche alle radici delle lattughe, che appassiscono in modo apparentemente inspiegabile. Di solito gli attacchi sono più frequenti in orti derivati da precedenti prati, poi con il tempo la loro carica diminuisce. Per stare tranquilli si può fare un trattamento preventivo con prodotti a base del fungo antagonista Beauveria bassiana, che svolge un effetto contenitivo verso questi parassiti.

Nottua gialla del pomodoro

Nonostante l’ospite preferito di questo lepidottero sia il pomodoro, la nottua gialla non disdegna le lattughe, e può deporre le uova anche sulle foglie di questa specie. Possiamo vedere i piccoli escrementi neri come loro tracce e sicuramente le foglie appaiono rovinate. Possiamo trattare le piante con Bacillus thuringiensis kurstaki, prodotto specifico per i lepidotteri dannosi.

Mosca minatrice sud-americana

Il dittero colpisce soprattutto le lattughe a cappuccio, e le femmine di mosca minatrice con le loro punture causano tanti punti necrotici sulle foglie, ma se la lattuga non deve essere venduta, questo danno è trascurabile e di tipo soprattutto estetico. Le foglie esterne poi sono soggette alle mine larvali, ovvero le sottili gallerie che le larve scavano man mano che mangiano l’interno della foglia. Le infestazioni massicce di questo parassita si trattano con l‘olio di neem o con lo Spinosad.

Articolo di Sara Petrucci

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